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Storia delle crociate
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Storia delle crociate | Cognasso Francesco | Odoya | STORIA | 32,00€ All'appello che nel 1095 Urbano II rivolse da Piacenza agli italiani e da Clermont ai francesi, risposero entusiasti principi, vassalli, scudieri e ribaldi. Salvare la cristianità dalla più barbara e fanatica ondata musulmana, riportare i cristiani d'Oriente alla fratellanza con i cristiani d'Occidente, ricreare un unico ovile sotto un unico pastore: questo era il programma bandito da Gregorio VII e in seguito dal suo successore Urbano II. La società europea si stava organizzando attorno a Roma papale, erede e continuatrice di Roma imperiale. Un nome, Gerusalemme, rappresentava per tutti il simbolo del grande programma. La liberazione del Santo Sepolcro significava la sintesi di tutta una fede, di una vita di dedizione e abnegazione. Nel corso dei decenni, con le loro passioni, gli egoismi e le cupidigie, papi e principi corruppero questi ideali di rinnovamento creando al contempo la storia dell'Europa medievale e moderna. Ma le Crociate non furono soltanto un episodio di fanatismo sterile e di avidità grossolana: esse rappresentarono anche la realizzazione di alti pensieri e nobili sentimenti vissuti, oltre che dalle aristocrazie feudali o sacerdotali, da popoli interi. Letteratura, arte ed economia in Europa portarono e portano tuttora l'impronta dei sacrifici fatti in nome di Gerusalemme, del Sepolcro di Cristo. CONSIGLIATO DA LUCA:
Storia Delle Crociate, di Francesco Cognasso, è un volume poderoso e impegnativo, con le sue quasi mille pagine fitte di personaggi e accadimenti. Dopo una parte introduttiva in cui si analizza l’origine e la genesi dell’Islam, notevolmente influenzato da elementi sia cristiani che ebraici, si arriva all’appello del 1095 del pontefice Urbano II, per salvare la cristianità dalla barbara espansione musulmana e riportare cristiani d’oriente e d’occidente sotto lo stesso tetto e l’unica guida di Roma. Gerusalemme e la liberazione del Santo Sepolcro diventano il simbolo intorno al quale ruoterà l’esistenza, l’ambizione, la fede di tutta l’Europa, ma anche il mezzo per il papato di divenire l’ago della bilancia, il sole attorno al quale ruoteranno le grandi monarchie del continente. La fede dunque come fonte di abnegazione e fratellanza ma anche motivo di odio e intolleranza tra i popoli, alibi e giustificazione alla cupidigia di papi e principi, marchiando col fanatismo le croci dipinte sulle tuniche dei soldati di Cristo. Da Goffredo di Buglione all’imbattibile Saladino, dal celebrato e scapestrato re Riccardo al volenteroso quanto sfortunato Luigi IX il santo, il volume ripercorre una grande epopea sullo sfondo di una terra ostile che va dall’Egitto alla Grecia, dallo splendore del Bosforo di una Bisanzio ambita e poi soggiogata e perduta dall’Occidente che doveva salvarla, fino alle terre più remote d’Oriente da cui l’implacabile mannaia dei grandi khan calerà fino al Mediterraneo, lasciando poi spazio e terreno fertile alla nascita e alla minacciosa potenza ottomana.

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